Video in Lis
Narrazione in Lis: Grazia Amas – Luigi Lerose
Consulenza linguistica: Luigi Lerose
Illustrazioni: Lucy Rogers
Riprese video: Gabriele Clementi
Elaborazione grafica: Francesco Bicci
Volume
Traduzione Lis-italiano: Stefania Berti
Consulenza linguistica: Luigi Lerose
Illustrazioni: Lucy Rogers
Impaginazione e grafica: Silvia Peruffo
Questo volume è stato realizzato con il sostegno di: Biblioteca civica di Calenzano, Comune di Calenzano, Biblioteca Ernesto Ragionieri, Comune di Sesto Fiorentino
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Sopra un pendio boscoso c’è una casa con una bandiera sul tetto.
Sul lato opposto altre case, belle e molto curate. Nel mezzo un muro.
Proprio accanto al muro c’è una casa con un giardino fiorito e una fontana zampillante.
Lì vive Alba.
Ha alte code di cavallo legate con fiocchi rosa, la frangia e occhi celesti.
E questi occhi hanno ispirato il suo segno nome.
Come ogni mattina, Alba gioca a palla in giardino quando mamma la raggiunge.
— Fa attenzione, la palla non deve oltrepassare il muro. Ci sono animali molto aggressivi.
— Va bene — risponde, e fa cenno di sì.
Lancia la palla. La palla rimbalza a terra, rimbalza sul muro della casa.
Presa.
Lancia la palla. La palla rimbalza sul muro della casa.
Presa.
Lancia la palla. La palla cambia traiettoria, va verso il bordo della finestra, rimbalza oltre il muro.
E adesso?
Si avvicina al muro, è molto alto.
Alba prova ad arrampicarsi
... una mano qui,
una là...
forza...
e arriva in cima.
Finalmente può vedere cosa c’è oltre il muro!
Una casa attira la sua attenzione, ma soprattutto la sua bandiera: è turchese e lo stemma rappresenta una zampa con degli artigli ben robusti, lunghi e ricurvi.
Con uno slancio salta giù dal muro e atterra dritta dritta in una pozzanghera: schizzi e sprizzi di fango, dappertutto!
Coraggiosamente si addentra nel bosco fitto fitto, si infila tra i rami, uno le entra tra i capelli, le snoda un fiocco.
È perduto.
Nel frattempo, il cielo si riempie di nuvole. Plic, plic, plic. Deve sbrigarsi, si guarda indietro ma non sa più dove si trova.
Sparito tutto, nessun punto di riferimento.
Cammina e cammina finché arriva davanti alla casa. Una casa molto grande.
Alba spinge la porta enorme e pesante con tutte le sue forze.
La casa è buia, tranne che per il fuoco fioco del camino. Si avvicina e si toglie i vestiti inzuppati d’acqua.
Che bel calduccio.
Nota tre abiti appesi. Due sono della stessa taglia, il terzo è più piccolo.
Ne prende uno, infila un piede e poi l’altro... e su fino al cappuccio.
Ma il cappuccio mi cade sulla faccia... e la mano si perde dentro questa manica, è così lunga.
Meglio provarne un altro, questo no... questo, il più piccolo, pensa.
Ci entra fino a ricoprire la testa con il cappuccio che ha due taschine per le orecchie! È turchese.
Ohhhh, come si sta bene, scalda.
Avrei anche fame...
Sopra al tavolo ci sono tre ciotole.
Sale, si siede e sceglie una ciotola, prende il cucchiaio, mangia e... Bleah. È piccante!
Cambia posto a tavola e cambia ciotola, prende il cucchiaio, mangia e... Bleah. È salato!
Infine, prende la ciotola più piccola...
... questo sì che è buono! Se lo pappa tutto.
Sazia e stanca adocchia una scala, una scala a chiocciola che sale al piano superiore.
Scende dalla sedia e sale.
C’è un grande letto, si avvicina e si arrampica con le braccia. Si mette comoda, tira su la coperta ma si accorge che qualcosa non va...
Questo letto non ha confini, quanto spazio per gambe e piedi... ma cosa...? Mentre appoggia la testa sul cuscino sente qualcosa di rigido, infila la mano sotto il cuscino e ne tira fuori un coso con un bottone. Incuriosita lo pigia.
Ahhh! Cos’è??
Lo strano oggetto rettangolare si accende e comincia a vibrare nelle mani di Alba, che molla la presa e salta giù! Raggiunge l’altro letto, più piccolo. Senza sforzo, si siede, si infila sotto la coperta e in un attimo si addormenta.
Nel frattempo, una famiglia di orsi sta tornando a casa; l’allegro piccoletto trova una palla, la raccoglie e la cinge a sé.
La porta della loro casa è aperta, entrano cauti.
Il pavimento è inzaccherato, il tutone è ai piedi dell’attaccapanni, le ciotole sul tavolo sono state spostate, in quella più piccola non è rimasto più nulla! Tutto spazzolato.
A terra, vicino al camino dei vestiti zuppi d’acqua...
che tremarella.
Si stringono vicini vicini, si prendono per mano e insieme salgono di sopra.
Vedono il grande letto con la coperta sottosopra.
Il coso è rotto!
Spostano lo sguardo sul lettino, la coperta si alza e si abbassa, si alza e si abbassa...
Che fifa.
Un orso si fa coraggio, alza la zampa e con l’artiglio lungo e ricurvo picchietta la coperta rigonfia. Due piccole mani abbassano la coperta dal naso e sbucano due occhietti.
— Chi sei tu!? — chiede l’orso, segnando.
— Chi sei tu!? — chiede Alba, col suono della voce.
L’orso capisce il da farsi.
— Vieni — lo chiama con una mano e spunta lui. Rotola, rimbalza sul letto e si mette dritto in piedi. Gli aculei del manto marrone coprono tutta la schiena e nel petto spicca il pelo bianco.
È un riccio.
Zampettando si avvicina al letto, ascolta attentamente Alba, poi guardando l’orso riferisce segnando
— Si è persa, vuole tornare a casa.
I raggi del sole entrano dalla finestra, tutto s’illumina. L’orso guarda Alba e sorride.
— Andiamo insieme! — segna l’orso.
Scendono la scala, il piccolo orso mette la palla sotto al braccio e sale a cavalcioni sulle spalle del grande orso, che solleva Alba e la fa sedere sulle spalle dell’altro grande orso. Camminano tutti insieme, Alba e il piccolo orso si passano la palla e si divertono da matti. Quando raggiungono il muro, lo scavalcano e appoggiano Alba a terra.
La mamma di Alba li raggiunge subito, stringe sollevata la bambina e sorride all’orso, che ricambia il sorriso.
Uno dopo l’altro si uniscono a loro anche i vicini di casa. Per l’orso è tutto chiaro: a scuola, al parco, in ogni luogo non ci sarebbero stati più muri.
Da quel giorno, insieme.
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